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GDR 1: (S04-S10)”Valparnasse”

Campagna: “Emnotork: The Origins”

Rubrica:
Emnotork: Origine
Cronache del Mare Stretto 02 di Solipsta 1411
Di Diacon MecCoy

Questa è una storia d’avventura e di avventatezza, che poi son due parole che vanno a braccetto, spesso sinonimo una dell’altra. Io sono Diacon MecCoy, se volete sapere di più sul mio conto e sulla mia rubrica, vedrete che il mio nome è composto di lettere di sangue che vi condurranno a stringermi la mano e a conoscermi; piacere mio, ma non sono io la notizia.

La vicenda di Ser Harroll è rimasta un mistero, lo spirito non dona molte altre informazioni al gruppo, ma come cronista della loro storia, sono io di mio pugno ad aggiungere quanto conosco ed ipotizzo in una mistura degna della Pentola Alchemica di Sasha Delroy. Un giorno vi parlerò dell’artefatto e della maga.

Il violino di Ser Harroll è un artefatto misterioso, ne furono creati un numero relativo, andarono di moda presso la corte di Numasor per una decade, tra il 1125 e il 1135. Gli artefatti misteriosi appartengono alla categoria dei maggiori, ma hanno una particolarità. Il loro funzionamento viene rivelato soltanto in parte a chi li ottiene dal creatore. Una parte rimane celata, può essere scoperta, ma non rivelata. Così sono passati alla storia oggetti come “L’ira di Victor Deda” di cui per l’appunto si ignora il funzionamento e anche altri 5 oggetti. Famosa è la sfida tra Sargon e Nathaniel Prescott riguardo alla “Lanterna delle ere”. L’artefatto maggiore è un antenato di quelli misteriosi. Il creatore non lasciò chiare indicazioni a riguardo tanto che i due fratelli si sfidarono per vedere chi dei due avrebbe compreso come funzionasse per primo. Vinse Nathaniel Prescott, la domanda che mi faccio spesso è: “se avesse vinto Sargon la storia di Emnotork sarebbe stata diversa?”

Torniamo al Violino di Ser Harroll. Vi sono alcune certezze, lo strumento memorizza il tocco dell’uomo attraverso le corde. Fu così che Clarence Cherbàt tornò in vita per merito della figlia Maya. L’oggetto le fu consegnato come eredità del padre che le aveva lasciato quattro mura e un bel mobilio a Vicolo delle Torri presso Numasor. Il padre prima di morire aveva lasciato su carta le sue volontà. Furono lette alla bambina da Eliott Carnival a cui fu affidata. Lo zio era l’unico parente in vita.

“Figlia mia, la vita può essere una sfida elettrizzante, sono spiacente che non vi sia cura per la mia malattia e di non poterti stare vicino durante il pazzo percorso della tua vita, ma se vorrai ricordarmi, impara a suonare questo violino, impara a suonare la mia canzone.”

Maya aveva 5 anni, le ci volle tempo per suonarla senza sbagliare una nota, ma a 9 anni vi riuscì per la prima volta. Era notte e nel salone di Elliott Carnival la melodia risuonò svegliando il legittimo proprietario che per poco non svenne vedendo il fratello comparire in carne ed ossa di fronte a Maya.

Lasciamo la storia del Violino e di come sia arrivato nelle mani di Ser Harroll ad un altro momento. La ciurma, sotto il comando di Warrington si muove in direzione del Palazzo Sommerso di Malvar, quando Ser Harroll consiglia al capitano di recarsi a Hojn, un villaggetto sperduto sulle coste di Mesa Negra Nord, presso la grande laguna. Harroll dice che la nave è incompleta e che bisogna recuperarne delle parti. Warrington ha motivi più interessanti per fermarsi nella zona della laguna. Dicono che i quattro pirati di ritorno da Thaldaros, dovettero fermarsi nella laguna e lasciare una parte di tesoro. Nessuno lo ha mai trovato, in molti hanno provato ad impadronirsene, ma la zona è considerata inaccessibile. C’è una strega a vigilare sul tesoro dei quattro e chiunque provi ad avvicinarsi alla sua casa, locazione in cui si crede sia il tesoro, non campa abbastanza da raccontarlo.

Presso il villaggio, Kevin incontra una vecchia conoscenza: Gibbler, il signore del coccodrillo!

Colui che ha tenuto la mano ad Arshsney negli ultimi anni di vita oggi è riconosciuto come un autorità vera e propria nella Laguna del Coccodrillo. Qualche buona intuizione di “Due Volte” insieme ai racconti di Gibbler fanno comprendere a tutta la ciurma la verità riguardo al tesoro.

Una vecchia megera, alta quasi 2 metri, difende il bottino lasciato dai quattro. Il forziere non è stato lasciato per caso e non è l’unico depositato in giro tra diverse isole, atolli e città sommerse, dai quattro pirati. Agatha Richmon sembra sia stata maledetta a custodirlo sino a quando una data persona non fosse arrivata a reclamarlo.

Warrington trova finalmente una qualche utilità nella ragazza affidatagli da Pat Cherrie! Lei è l’erede e può reclamare il bottino. Purtroppo non ci sono monete nel forziere, solo un teschio con occhi cerulei e parlante!

Le chiavi del forziere erano nella mani della scimmia, l’animale domestico che sta sempre al fianco della ragazza. Valparnasse, l’ex pirata, capitano della Vela Scarlatta, conquistatore del mare stretto e delle Rotte Infernali parla come se fosse vivo e vegeto!

“Sento il profumo del mare, portatemi con voi, devo insegnare a mia figlia come si sta sul ponte di una nave!”

Alla prossima puntata, signori! 🙂

Composizione Gruppo:

Flavia Clari è Susan Cherrie, la pazzerella
Max Morcioni è “Herlad J. Perkins detto “Linguasecca”
Niccolò Raffaello è Jhonny detto “Due Volte”
Alessandro di Bonaventura è Robert Warrington detto “Roscio”
Kevin detto “la Bestia” è Mattia Lagatta, a no, era il contrario! 🙂

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