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GDR 2: S05-S10 “Zarren Il sovraintendente”

Campagna: “Emnotork: The Origins”

Rubrica:
Emnotork: Origine
Cronache di Valenium 02 di Solipsta 1411
Di Diacon MecCoy

Questa è una storia d’avventura e di avventatezza, che poi son due parole che vanno a braccetto, spesso sinonimo una dell’altra. Io sono Diacon MecCoy, se volete sapere di più sul mio conto e sulla mia rubrica, vedrete che il mio nome è composto di lettere di sangue che vi condurranno a stringermi la mano e a conoscermi; piacere mio, ma non sono io la notizia.

La prima tappa di Growlien, Moasha, Drakidia, Khlelya, Sieg e Drakidion nella scoperta dell’impero dell’ovest fu proprio il distretto Rosso. Fu lì che la compagnia del Lossodonte incontrò il bibliotecario, Vinca Hotter III. L’ingresso della biblioteca sulle creature ancestrali presenta un androne in cui molti paesini potrebbero tranquillamente essere alloggiati, case piazze, strade, ci entrerebbe tutto, d’altronde l’impero dell’ovest è stato progettato per accogliere tutte le razze di Emnotork, giganti inclusi. Così lo ha voluto Kalimath I.

Tutti dicono la stessa cosa dell’ingresso della biblioteca: “Grakross ci guarda!!!”

Grakross è la prima creatura ancestrale, il custode del continente di Emnotork, colui che in un battito d’ala poteva raggiungere Velen partendo da Seta di sabbia, il solo e immenso Grakross. La leggenda ci dice che la forma di Grakross era simile ad un pipistrello troppo cresciuto. Altri descrivono una chimera: la verità? Nessuno lo vede da secoli! Il simulacro di Grakross troneggia la stanza dal soffitto che riempie in lungo e in largo; secondo la forma che gli appartiene nella statua, mi sento di scartare la fantasiosa ipotesi della chimera. Vinca Hotter III è stato categorico a riguardo.

La compagnia ha modo di capire qualcosa in più riguardo alla mappa affidatogli dal signor Alce e ai difficili rapporti tra Priar e creature ancestrali. Vinca racconta loro che senza il linguaggio delle stelle sarà improbabile completare l’esplorazione dell’impero dell’ovest e che la chiave per comprendere come sia scomparso è sepolta proprio nel centro dell’impero, ovvero la scala maestra!

Il gruppo rimane per una notte soltanto, Drakidion come creatura ancestrale, è garante del suo gruppo, specialmente di fronte ad altre creature della sua levatura. Così accade che andandosene in giro per il distretto rosso, il gruppo incappi in una salamandra. Drakidion mette in pratica quanto raccomandatogli da Vinca e dal signor Alce e le cose si mettono per il meglio. Il gruppo era ripartito alla ricerca di un altra biblioteca che potesse metterli sulla traccia giusta riguardo alla storia dell’impero dell’ovest. Lungo il tragitto incappano in Zarren e nei suoi compatrioti funghi!

La popolazione dei funghi dell’impero dell’ovest ha un proprio dialetto e un venerabile retaggio, sono creature elette alla salvaguardia delle radici di un albero millenario, dicono che sia il primo matusalemme di Emnotork, conosciuto come l’Albero della vita.

La situazione sembra grave per Zarren, l’albero è morto da tempo, le radici non hanno più linfa vitale e come il resto dell’impero dell’ovest è destinato a rimanere nell’oblio e ad essere dimenticato.

La compagnia del Lossodonte prende a cuore la storia di Zarren e comprende come ridare vita a queste radici. L’albero non è morto, confermano Moasha e Khlelya, ma c’è qualcosa che gli impedisce di operare qui sotto. Le radici dell’albero permeano fino all’impero dell’ovest grazie a dei passaggi appositi e trovano la terra più antica alla base di questa stanza, vicino alla corte di Zarren. Drakidia si avventura fino al soffitto dello stanzone e insieme a Sieg scopre che sul soffitto fatto di diamanti che rappresentano le stelle di Emnotork ve n’è una in più, che nel cielo non dovrebbe esserci. Drakidia comprende che c’è un meccanismo collegata a quella particolare stella. Le driadi speculano sul fatto che possa essere quello la causa del problema di Zarren. Il capo fungo gigante sostiene che nell’ultimo giorno, prima che degli abitanti dell’impero non rimanesse più traccia, il braccio destro di Kalimath, Hurr Dobberdad la mise lassù!

La pietra viene rimossa dalla sua posizione e di colpo non solo le radici dell’albero si risvegliano, ma una colonna fatta di cristallo specchiato si illumina di luce solare! La stanza viene irradiata di luce e per la prima volta lo splendore delle composizioni sui muri vengono rivelate insieme agli arazzi, agli oggetti d’arte e a tutto il mobilio.

Qualcosa si muove nell’oscurità, sono due giganti di pietra, alti oltre 7 metri attacano il gruppo. Drakidion e compagni rischiano per tre volte di vedere la loro amica Drakidia perire, ma alla fine grazie ad un paio di colpi di balestra di Sieg che suona la carica e di Moasha e dei suoi incanti il gruppo ritrova coraggio e distrugge i due giganti.

A Zarren viene affidata la pietra e il gruppo riparte dopo essersi fatto un amico in più. Quanto ai giganti, Zarren dice che sono i guardiani dell’impero e che agiscono in salvaguardia: “Forse vi hanno percepito come una minaccia, forse non volevano che fosse ripristinata la luce e che l’oscurità magica terminasse? Non lo so!”

Zarren parla anche dei condotti di luce: “Kalimath I diceva sempre di avere avuto modo di conoscere anche il re dei tritoni, Malvar. In segno di amicizia il tritone gli donò una pietra in grado di sostituirsi al sole. Kalimath I convocò il capo degli architetti: Timbran Erthul II e gli fece costruire dei condotti in cristallo in grado di raggiungere tutti gli angoli dell’impero. Grazie a questa invenzione la luce poteva arrivare dovunque e in ogni ora del giorno. Kalimath I, una votla completata l’opera disse:

“Non può esistere un giorno perpetuo e neanche una notte infinita.” Applicò la magia dell’armonia e creò le falene dell’impero. Loro compito era quello di oscurare la luce dei condotti di cristallo quando in superficie sarebbe stata notte.”

Drakidion tra l’altro è ossessionato dal pensiero della scala maestra e da un oggetto: Il violino di Ser Harroll, il signor Alce, prima di andare via, gli ha rivelato che è molto prezioso così come la storia di Ser Harroll, detto il violinista!

Nella prossima puntata il viaggio porterà Drakidion e compagni nel distretto del Minotauro ancestrale, alla prossima puntata!

Composizione del Gruppo:

Luca Sbardella è Drakidion “Il Risvegliato”
Fabio Spadoni è Growlien il capo degli Wargen
Fiore Kocheva è Drakidia la protetta di Malyniria
Claudia Giubilei è Khlelya “La driade”
Riccardo Suarez è Moasha “La favorita”
Stefano Salvato è Siegyindr Barbamuschia

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