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Victor Deda

Rubrica:
Personalità di Emnotork & Thaldaros
Di Fernand Roderick

Victor Deda è un caso singolare, credo che dell’uomo sia rimasto un ricordo sbiadito. La sua storia in verità è molto interessante, ma il mondo ricorda quel che vuole e getta amabilmente nell’oscurità dell’anonimato anche coloro che hanno avuto una certa importanza. La storia ricorda L’ira di Victor Deda, non l’uomo.

Victor Deda è nato a Kadesh nel 1091 e se non fosse stato per il cugino che faceva la spola a Numasor per affari di famiglia, non avrebbe mai incontrato Mira Sober e noi oggi non sapremmo il suo nome. La ragazza al tempo frequentava l’accademia delle belle arti di Numasor, voleva diventare un arcano-pittore. Era una professione particolarmente in voga a quel tempo. Si trattava di mistici che impiegavano il loro potere per dare movimento ai propri quadri. Mira Sober aveva anche studiato alchimia e si interessava di pozioni ma anche di composizioni più basilari come l’inchiostro per scrivere.

Nel 1087, durante il giro di interviste per il mensile “Accademia” agli studenti del primo anno dichiarò:

“Sono qui per creare un inchiostro che possa non solo essere utilizzato per scrivere, ma anche per dipingere. Vorrei che questo inchiostro si prestasse ad uscire dal quadro e a formarne un altro in tre dimensioni, insomma che si potesse dare all’osservatore non solo quanto concede il MistoQuadro, (Quadro classico dell’era dei sette. Guardandolo da un punto fisso si potevano vedere i protagonisti che si muovevano all’interno della scena) ma anche quello che un giorno chiamerò il RealeQuadro. Potrete guardarlo come un MistoQuadro e potrete chiedere all’inchiostro di venire fuori dalla cornice per formare l’immagine in tre dimensioni.”

La ragazza aveva le idee chiare e per Victor Deda fu un colpo di fulmine talmente intenso da decidere di cambiare tutta la sua vita. La prima volta che la vide era il 1107. Victor recuperò gli anni d’istruzione persa mettendosi a disposizione della Casata Ronchaster. Si trasferì a Numasor e per un lungo periodo dovette fare tre lavori. Ne mantenne soltanto uno quando ebbe denaro per iscriversi all’Accademia degli artefatti”. La struttura fu chiusa nel 1201 da Sargon Prescott in persona. La provvidenza dichiarò:

“I creatori di oggetti devono essere un certo numero, l’accademia riaprirà se e quando avremo bisogno di nuove leve.”

L’intervento del settimo mago fu accolto con entusiasmo dal mondo magico. Markus Lassiter in particolare lo spalleggiò. Gli artefatti erano affascinanti quanto pericolosi, averne un numero ristretto era una buona mossa.

Victor Deda lavorò senza sosta per una decina d’anni prima di ottenere il diploma di Artigiano di Artefatti maggiori, Frattanto seppe conquistarsi le simpatia di Mira Sober. Al loro matrimonio, era il 1119, la donna face vedere il suo primo RealeQuadro. Ci aveva messo 33 anni, ma c’era riuscita. La storia si ricorda di lei come un animo caparbio.

Questi sono gli anni più felici di Victor Deda, poi purtroppo Mira si ammalò e morì nel giro di pochi mesi. Victor in preda alla depressione riuscì ad avere udienza da Shekkar il drago necromantico. Chiese se si potesse fare tornare Mira dal regno della morte. Il drago negò la pratica.

Victor Deda morì nel 1132 all’età di 41 anni. L’artigiano di artefatti maggiori fu ritrovato con al fianco uno scettro con una cuspide a forma di piramide. Sargon Prescott fu chiamato in causa. Quando entrò nella casa si accorse della follia di Victor. Aveva utilizzato il RealeQuadro per raffigurare la defunta moglie e ad un cenno di energia magica la si poteva vedere girare per casa e rivolgerti parola. Quando Sargon si avvicinò all’artefatto fu lei a metterlo in guardia:

“Si chiama l’ira di Victor Deda, nessuno sa come si azioni, ma può controllare i draghi di Emnotork”.

Bugia o verità, nessuno, nemmeno la “Provvidenza” in persona, è riuscito mai ad utilizzarlo. L’oggetto fu smarrito a seguito della grande guerra che vide Numasor dover battere in ritirata e attivare il Trial.

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