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Vilgar & Rakar Barbacupa

Vilgar e Rakar Barbacupa Story:

Vilgar e Rakar Barbacupa sono i due nani coinvolti. Erano emigrati da Xantrar, la capitale dei nani a Porta del Gelo, con un’idea fissa, rivoluzionaria per i nani di tutti i tempi e di tutte le epoche: monete, conio, denaro, scegliete voi una parola appropriata, il concetto non cambia. Lavoravano ormai da una cinquantina d’anni e la vita era dura, si tirava avanti a mala pena. Come immagino ognuno di voi sappia un nano di Emnotork vive circa 300 anni, se benedetto dalla mano del dio Weinal può nascere sotto il segno del lunga vita e raggiungere l’età massima di circa 600 anni. Se riflettete un momento questo non può portare alcun guadagno, una vera tragedia: per carità ripeto, tutto bellissimo, ma non se nella vita si costruiscono bare!!! Comprendete bene quanto questo sia controproducente. Non muoiono!!! Gli ultimi anni a Xantrar, Vilgar aveva anche

cominciato ad impratichirsi di antiche cerimonie per le quali qualsiasi nano gli passasse vicino, portava subito vigorosamente le mani sui testicoli e dava una smanacciata di grande sostanza. L’illuminazione, come sovente accade, era giunta insieme alla necessità, insomma Vilgar e Rakar, nonno e nipote, avevano dovuto spremere le meningi. Prima dello sforzo disperato che li portò alla grande pensata, alla migrazione verso Porta Gelo, Vilgar si era inginocchiato e aveva pregato Weinal di procurargli un poco di lavoro. Tutte le sere elencava i peccati di parenti e degli amici più stretti e dopo avere messo ogni nome vicino al proprio peccato sospirava: perché non lo conduci nel nero cammino, grande dio Weinal?
Rakar pregava che il re dei nani entrasse in guerra con i Priar, volgarmente conosciuti come i nani neri, o che cominciasse una campagna di espansione sotto i Monti Kahamat per prendere possesso delle catene montuose di Riador, ma per quanto Vilgar sperasse nella morte di qualche suo concittadino e Rakar pregasse per una nuova guerra, niente di tutto questo accadeva. Le bare rimanevano in bottega.

Una notte e una mattina ci vollero per accettare che l’idea scellerata di migrare a Porta del Gelo avesse senso. Un uomo vive al massimo 60 anni, di morti ce ne sarebbero stati sempre più tra gli uomini che tra i nani. Il rapporto parlava chiaro, conto matematico severo, logica schiacciante alla quale non ci si poteva sottrarre. Vita media dei nani 300 anni, senza considerare i Lunga Vita, quella degli uomini era di circa 60. Il rapporto era 1 a 5. Così i nani arrivarono nell’inverno del 1312 a Porta del Gelo e da allora presero contatto con la famiglia Darron. Il becchno al tempo era Vincent Darron, ai giorni d’oggi invece la responsabilità del cimitero centrale della capitale del nord ricade su Garreth Darron, il figlio. Cominciarono a lavorare insieme. Le maledizioni di Vilgar ogni tanto portavano qualcuno al campo santo prima del tempo, Rakar costruiva un’altra bara e Garreth seppelliva un altro morto. E morto, dopo morto avevano trovato una solida amicizia con Garreth e seppellito Vincent e Clare, la moglie di Garreth. Sembrava che quell’andazzo non dovesse finire mai, la prosperità era dietro l’angolo, ma sul più bello, come ho già ricordato, il destino li volle condurre altrove: Nel centro dell’ordine del Vortice.

Torna al riassunto: The Vortex Will E01-S01 “I Winchest”


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